GIOVANNI MACERONI

NOTIZIE CIVILI E RELIGIOSE SU BORGOROSE
DALL'ALTO MEDIOEVO AL SECOLO XIV


        difficile incontrare persone che conoscano la storia della propria terra ed e ancora piu difficile trovare quelle che sappiano collegarla al quadro storico generale.
        Lo sforzo di questa ricerca mira a togliere dall'isolamento le manifestazioni di vita civile e religiosa medioevali di tutto il territorio del comune di Borgorose per inserirle in un contesto piu ampio: quello della Chiesa e quello della comunita civile del tempo.
        Riscoprire tutto un mondo, riportare alla luce tradizioni ed eredita collettive, con i suoi tessuti sociali e religiosi, vuol significare sentirsi quasi piu forti, piu protetti e soprattutto recuperare le proprie radici e le propria identita.
        La vita religiosa e civile non si possono mai pensare scisse soprattutto per un popolo tradizionalista, amante del giusto, rigido nella concezione morale della vita e legato ai valori tipici dell'ambiente come il nostro.
        Attualmente in questo territorio, tra le aspre giogaie dell'Appennino centrale disseminate di spaventosi burroni e balze scoscese, fioriscono 15 piccoli centri, attorniati da secolari boschi di frassini frammisti a carpini, castagni, cerri, querce ed aceri, ma nel periodo preromano vi sorsero celebri citta quali: Tora (S. Anatolia), Orvinio (Corvaro), e Suna (Colleviati).
        Si veneravano in tempi famosi Marte a Tora, Minerva a Orvinio, Ercole a Villarose e Diana nella localita di S. Giovanni in Leopardo presso Borgorose .
        Nei dintorni ancora di Borgorose si doveva venerare anche la dea della terra Vesta, come appare da una epigrafe, ivi rinvenuta.

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       La religiosita e la civilta di un popolo si misurano dalle leggi, dalle tradizioni e dai monumenti che ha lasciato ai posteri.
       Gli antichi abitatori di questo territorio praticarono per primi, insieme a tutti gli altri Equicoli e contemporaneamente ai Volsci, la legge "Sacrata" con la quale si obbligavano a difendere la terra natale con la vita o con la morte.
       Praticarono per primi, come Equicoli, in senso assoluto, la legge " Feciale " che inculcava, nella loro mente e nel loro cuore, il rispetto sacro della persona, della proprieta, della parola data e dei patti, sia tra singole persone che tra gruppi e i popoli.
       Questi dati e tradizioni, insieme alla schiettezza, sono vivi ancora oggi tra i bravi abitanti del territorio per cui appaiono poco morbidi e affatto inclini per una politica d'infingimenti.
       Dopo lunghe e sanguinose lotte, per la propria e l'altrui autonomia, gli Equi e quindi i nostri forti e generosi antenati vennero irreparabilmente sconfitti dai consoli romani P. Sulpicio Saverrione e P. Sempronío Sofo nell'anno 304 a. C.

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       La scomparsa di Tora, di Orvinio e di Suna dovette avvenire durante le invasioni barbariche e non si parlo piu di loro perché i pochissimi abitanti rimasti ivi si rifugiarono in luoghi piu sicuri e difesi naturalmente, dando origine ai primi rudimentali castelli medioevali.

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       Nella seconda meta del IV secolo, i territori appartenenti al comune di Borgorose, insieme a tutto il Cicolano, caddero sotto la dominazione dei Longobardi, che costituirono il Castaldato della " Massa Ciculana " o " Massa Eciculana " dipendente dal conte del comitato reatino che, a sua volta, veniva nominato dal duca di Spoleto1.

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Titolo Articolo: CASTELMENARDO
Autore: MONSIGNOR GIOVANNI MACERONI