La Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa si trova in provincia di Rieti (Lazio), nel comune di Borgorose. Dal punto di vista storico-geografico, il territorio dei Monti della Duchessa fa parte dell'area denominata Cicolano, che occupa la parte più orientale del Lazio al confine con l'Abruzzo, ai piedi della catena appenninica. Il Cicolano si estende per 446.37 km2 e include 4 comuni: Borgorose, Petrella Salto, Pescorocchiano e Fiamignano.
Prima dell'età romana il Cicolano era abitato dagli Equicoli (Aequiculi), da cui deriverebbe il termine "cicoli" secondo fonti medioevali. Secondo Alvino (2004) gli Equicoli abitavano la valle del fiume Salto e derivavano dal popolo degli Equi (Aequii), che prima dell'occupazione dei romani abitavano un'area molto più vasta della valle del Salto. Probabilmente gli Equi erano presenti nel Cicolano fin dal XI secolo a. C. Tito Livio, nella sua opera Ab Urbe condita, descrive gli Equi come un popolo fiero e violente, fortemente ostile ai Romani.
Nel loro territorio gli Equicoli fondarono vari centri abitati:
Nel 304 gli Equicoli furono sconfitti e conquistati dai Romani, che occuparono la città prima militarmente e poi con numerosi coloni che vi si trasferirono definitivamente. L'attuale area archeologica di Alba fucens contiene soltanto resti della città romana: di quella antica, attribuita agli equicoli, non è stato rimasto praticamente nulla.
Durante la presenza dei romani i centri abitati erano tutti collegati da strade molto funzionali e ben articolate, la più importante delle quali percorreva tutta la Valle del Salto fino alla colonia di Alba fucens.
Nell'età augustea il Cicolano era suddiviso in due municipia, Cliternia (probabilmente l'attuale Capradosso) e res publica Aequiculorum, un insieme di nuclei urbani facente capo alla città di Nersae.
Con il declino dei Romani, nei secoli VII e VIII le autorità religiose (monaci e soprattutto vescovi) si posero a guida politica, amministrativa e spirituale del Cicolano e dei suoi abitanti, e difatti nel XII secolo sorsero rapidamente molte pievi: Santa Maria in Fosso (Mercato di Fiamignano), Santo Stefano di Cliviano (Corvaro di Borgorose), San Leonardo (Cartore di Borgorose).
Già alla fine del IX secolo i Turchi Saraceni avevano iniziato a invadere il Cicolano e a saccheggiare molti centri urbani. Fu questa la causa scatenante che spinse gli abitanti della zona a edificare castelli fortificati ove rifugiarsi; risalgono infatti al X secolo i castelli di Torano, Corvaro e Castelmenardo. Nello stesso periodo (X – XI secolo) il Cicolano fu incluso nella contea di Forcena e dall'inizio del XII secolo tutta l'area fu posta sotto la giurisdizione pastorale di Rieti. Nella prima metà del XIII secolo, durante l'impero di Federico II di Svevia, la Valle del Salto fu annessa alla provincia degli Abruzzi. Successivamente tutto il Cicolano passò sotto il controllo di un'unica potentissima famiglia, i Mareri. Nel 1532 i Mareri vendettero le terre a un'altra nobile e potente famiglia, i Colonna, che a loro volta, nel 1661, le cedettero al Regno di Napoli e dopo due anni alla famiglia Barberini. All'inizio del XIX secolo, durante il dominio francese, il Cicolano tornò sotto il Regno di Napoli. Proprio con il Regno di Napoli furono stabilite le suddivisioni amministrative tra le municipalità: Petrella dei Cicoli (oggi Petrella Salto), Pescorocchiano, Borgocollefegato (oggi Borgorose) e Mercato (oggi Fiamignano). Nel 1815 il Cicolano fu incluso nell'Abruzzo ma nel 1927 Mussolini, riorganizzando i confini regionali, fece includere il cicolano nel Lazio, in provincia di Rieti.
Opere citate
A cura di: Luciana Carotenuto
Il comune è il più grande (148,16 Kmq) e popoloso (4522 ab., dati ISTAT 2001) della Valle del Salto o Cicolano e, per la sua estensione, è uno dei più grandi dell'intera Provincia di Rieti.
Il Comune di Borgorose è caratterizzato dal massiccio delle Montagne della Duchessa, tutelate dalla legge regionale 70/90 che ha istituito l'omonima Riserva, dalla Valle di Malito, dalla vasta piana di Corvaro e da una parte del corso del Fiume Salto, sovrastato a occidente dai primi contrafforti dei monti della Val di Varri e dei monti Carseolani.
La presenza di una vasta pianura e una relativa facilità di collegamenti lungo l'asse fluviale hanno fatto si che fin dalle epoche più remote gli insediamenti e la popolazione si concentrasse in quella che oggi è denominata "piana di Corvaro". Intorno alla piana di Corvaro, sulle colline che la circondano, si sono sviluppati i centri storicamente più importanti: Borgocollefegato, Corvaro, Santa Anatolia, Spedino e Torano.
Attualmente la struttura insediativa è caratterizzata dall'espansione rapida e intensa delle frazioni di fondovalle (Corvaro, Torano, Borgorose, Santa Anatolia), che, trascurando i nuclei abitativi più antichi, hanno dato vita ad un'intensa urbanizzazione diffusa esclusivamente nelle aree di pianura.
Le altre frazioni del Comune, situate in zone più interne, conservano le caratteristiche tipiche dei centri appenninici, compatti e arroccati sui crinali o sulle pendici dei monti con modeste espansioni lungo le direttrici d'accesso.
Da: AA. VV. 1993. Piano di Tutela ed Utilizzo del Territorio della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa.
In alto, posta al centro vi è una corona formata, nella parte superiore, di merli orlati, nel mezzo di archi e nella parte inferiore mattoncini con al centro una monofora di color nero.
Sotto di essa uno scudo con bordi dorati con all'interno una torre dorata a mattoncini, che, nella parte superiore presenta orizzontalmente quattro monofore di color nero e nella parte inferiore, verticalmente altre quattro monofore sempre di color nero.
Sullo sfondo dello scudo vi sono: alla base della torre un triangolo dorato e tre bande oblique, di color rosso nella parte inferiore a sinistra, di color bianco al centro e di color azzurro in alto a destra. Sotto lo scudo vi sono due rami messi a semicerchio: una di alloro che gira a sinistra e l'altra di quercia che gira a destra, tenuti insieme da un nastro tricolore.
Gli elementi presenti nello stemma rappresentano simbolicamente
il Comune di Borgorose in quanto:
la TORRE si riferisce alla Torre di Torano e la Rocca di Corvaro che sono ancora visibili nella zona;
lo SCUDO centrale rappresenta lo stemma della famiglia Colonna, famiglia importante in epoca medievale di origine francese (ecco perché lo sfondo dello scudo porta la bandiera francese) che elesse la zona di Borgorose a sua dimora occasionale;
i RAMI di alloro e di quercia simboleggiano la Riserva Naturale "Montagne della Duchessa", sita nello stesso comune
Lo stemma del Comune di Borgorose
| Frazione | Numero abitanti |
|---|---|
| BORGOROSE | 778 |
| CORVARO | 1705 |
| TORANO | 747 |
| SANTA ANATOLIA | 384 |
| SANTO STEFANO | 161 |
| PAGLIARA | 160 |
| CASTELMENARDO | 140 |
| COLLEMAGGIORE | 86 |
| VILLEROSE | 99 |
| SPEDINO | 82 |
| COLLEVIATI-VILLETTE | 50 |
| COLLORSO | 41 |
| COLLEFEGATO | 24 |
| LE BAITE – LA DUCHESSA | 18 |
| GROTTI | 12 |
| NUCLEO NDUSTRIALE | 11 |
| POGGIOVALLE | 4 |
| PONTE CIVITELLA | 2 |
| CASE SPARSE | 7 |
Fino al 1960 chiamata Borgocollefegato è la sede del municipio e di altri servizi pubblici. Il paese nuovo si è sviluppato sotto il vecchio castello di Collefegato, del quale sono in fase di avvio i lavori di ristrutturazione.


Ricco di storia, Corvaro, conserva numerosi reperti archeologici. Il borgo vecchio con il castello, “La Rocca” (in fase di realizzazione i lavori di restauro e consolidamento), e la sua torre ne fanno il centro medievale per eccellenza del Cicolano.
Il borgo, distrutto dal terremoto del 1915, fu ricostruito in due nuclei distinti posti a differente altezza. Il paese ospita il Santuario di S.Anatolia, meta, quest'ultimo, di numerosi pellegrini provenienti dall'Italia centrale.

Sovrastato dalla Torre del Castello (a pianta quadrangolare ed alta 30m.), il paese conserva tracce importanti del nostro passato storico. Da non perdere la Chiesa di San Martino (XI sec.) in stile gotico abruzzese.
Delizioso borgo, con palazzi del XIII sec. Nella Chiesa del Paese si possono ammirare splendidi affreschi del 1500.
Il paese presenti i resti di un centro fortificato(loc. Colle Civita) e di antichi insediamenti.
E’ il paese che meglio conserva l’originario impianto medievale.
Di Santo Stefano come centro abbaziale nel medioevo resta la chiesa con affreschi del 1300.
Qui si trovava il monastero di San Paolo in Orhunis uno dei centri benedettini più importanti del Cicolano