Descrizione Itinerari Proposti dalla Riserva Naturale Montagne della Duchessa

Nome temporaneo

Itinerario 1

Utenti

Bambini; anziani

Livello di difficoltà

Basso

Percorso

Bassa valle Amara: dall’ingresso della Riserva alla Piletta e ritorno

Sentieri CAI corrispondenti

2G (solo la parte iniziale)

Tempo di percorrenza

1h 30m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

970-1250

Descrizione

L’itinerario si snoda interamente lungo il fondovalle della Valle Amara.

Habitat

La Valle Amara è una stretta valle fluviale che separa il complesso delle Montagne della Duchessa (a sud) dal complesso del Monte San Rocco-Monte Cava-Monte Rotondo (a nord). Durante i periodi piovosi scorre nel fondovalle un torrente effimero, il torrente Corvaro, che scompare in estate e in inverno.

All’inizio della valle sono presenti lungo il greto alcuni salici (Salix caprea e S. purpurea), alberi che crescono tipicamente su terreno umido. Il versante di sinistra della valle (destra idrografica, se si considera la direzione di scorrimento del torrente) è coperto da un bosco misto di querce (Quercus ss.pp.), carpino nero (Ostrya carpinifolia), nocciolo (Corylus avellana) e, meno abbondante, faggio (Fagus sylvatica). A destra, invece, il bosco è stato parzialmente distrutto da un incendio verificatosi nel 2000; nelle zone incendiate si sta lentamente insediando l’arbusteto. Le zone non colpite dall’incendio sono invece occupate dalla faggeta. Proseguendo lungo il fondovalle la faggeta mista ad acero, carpino nero e nocciolo sostituisce gradualmente il querceto misto.

Alla base di alcune rupi si possono osservare antichi ricoveri per i pastori e il bestiame. Le pareti rocciose sono colonizzate da specie erbacee rupicole; non mancano però alcune specie legnose che radicano nelle fessure della roccia, siti preferenziali per l’accumulo di humus, e crescono con un portamento stentato (quasi come bonsai naturali).

Note

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 2

Utenti

Bambini

Livello di difficoltà

Basso

Percorso

Casali di Cartore – Bocca di Teve – Valle Ruara – Casali di Cartore

Sentieri CAI corrispondenti

Nessuno

Tempo di percorrenza

1h 10m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

950 - 1000

Descrizione

L’itinerario si snoda lungo le pendici del complesso montuoso della Duchessa, in una zona semipianeggiante, e nel fondovalle della Valle Ruara.

Habitat

L’itinerario attraversa vari tipi di habitat che si alternano creando un paesaggio a mosaico: fasce di bosco misto dominato dalla roverella (Quercus pubescens) e con abbondante acero minore (Acer monspessulanum),  arbusteti a ginepro comune (Juniperus communis), prugnolo (Prunus spinosa) e rosa (Rosa canina) e prati-pascolo. In alcuni punti il suolo è poco maturo e sassoso. Qui il prato-pascolo è sostituito da comunità formate da specie erbacee capaci di vivere su suoli di questo tipo (specie “xerofitiche”, alla lettera “piante di ambiente arido”).

Lungo la Valle Ruara si possono osservare esemplari monumentali di cerro (Quercus cerris) e roverella (Quercus pubescens).

Note

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 3

Utenti

Bambini

Livello di difficoltà

Basso

Percorso

Colle Pezzuto – Cau di Cartore – Casali di Cartore e ritorno

Sentieri CAI corrispondenti

Nessuno

Tempo di percorrenza

1h 45m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

850 - 950

Descrizione

L’itinerario attraversa la piana di Cartore, una piccola pianura situata ai piedi del complesso montuoso della Duchessa.

Habitat

Da Colle Pezzuto, punto di partenza dell’itinerario, si notano lungo il margine dell’autostrada A24 alcune robinie (Robinia pseudacacia), specie nordamericana introdotta in Europa nel Seicento e diffusamente usata nella seconda metà del Novecento per consolidare le scarpate stradali e ferroviarie. Altre specie esotiche qui presenti sono Amorpha fruticosa e Ailanthus altissima.

La prima parte dell’itinerario attraversa un bosco misto dominato dalla roverella (Quercus pubescens), interrotto in alcuni punti da radure con ginepro comune (Juniperus communis) e altri arbusti.

Il sito denominato Cau di Cartore è una dolina profonda circa 25 m  rispetto al piano di campagna. All’interno di questa concavità di natura carsica le condizioni microclimatiche sono diverse da quelle delle zone circostanti, in particolare per la maggiore umidità dell’aria e del suolo e per la minore temperatura media. Questi fenomeni, uniti alla geomorfologia particolare, fanno sì che sia il suolo sia la vegetazione della dolina differiscano da quelli circostanti. Il bosco è formato in prevalenza da cerro (Quercus cerris) e subordinatamente da varie specie di acero, dal nocciolo (Corylus avellana), dal faggio (Fagus sylvatica) e dal carpino bianco (Carpinus betulus); tra gli arbusti meritano rilievo il biancospino (Crataegus monogyna), il corniolo (Cornus mas), il sanguinello (Cornus sanguinea).

Dopo Cau di Cartore l’itinerario prosegue attraverso il querceto misto, che si apre infine verso l’abitato di Cartore. I Casali di Cartore sono circondati da prati-pascoli ove si possono frequentemente osservare cavalli bradi.

Note

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 4

Utenti

Anziani

Livello di difficoltà

Basso

Percorso

Colle Pezzuto – Cau di Cartore – Casali di Cartore – la Pianara – Colle Pezzuto

Sentieri CAI corrispondenti

Nessuno

Tempo di percorrenza (h min)

2h

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

850 - 950

Descrizione

L’itinerario attraversa la piana di Cartore, una piccola pianura situata ai piedi del complesso montuoso della Duchessa

Habitat

Da Colle Pezzuto, punto di partenza dell’itinerario, si notano lungo il margine dell’autostrada A24 alcune robinie (Robinia pseudacacia), specie nordamericana introdotta in Europa nel Seicento e diffusamente usata nella seconda metà del Novecento per consolidare le scarpate stradali e ferroviarie. Altre specie esotiche qui presenti sono Amorpha fruticosa e Ailanthus altissima.

La prima parte dell’itinerario attraversa un bosco misto dominato dalla roverella (Quercus pubescens), interrotto in alcuni punti da radure con ginepro comune (Juniperus communis) e altri arbusti.

Il sito denominato Cau di Cartore è una dolina profonda circa 25 m  rispetto al piano di campagna. All’interno di questa concavità di natura carsica le condizioni microclimatiche sono diverse da quelle delle zone circostanti, in particolare per la maggiore umidità dell’aria e del suolo e per la minore temperatura media. Questi fenomeni, uniti alla geomorfologia particolare, fanno sì che sia il suolo sia la vegetazione della dolina differiscano da quelli circostanti. Il bosco è formato in prevalenza da cerro (Quercus cerris) e subordinatamente da varie specie di acero, dal nocciolo (Corylus avellana), dal faggio (Fagus sylvatica) e dal carpino bianco (Carpinus betulus); tra gli arbusti meritano rilievo il biancospino (Crataegus monogyna), il corniolo (Cornus mas), il sanguinello (Cornus sanguinea).

Dopo il Cau di Cartore l’itinerario prosegue attraverso il querceto misto, che si apre verso l’abitato di Cartore. I Casali di Cartore sono circondati da prati-pascoli ove si possono frequentemente osservare cavalli bradi.

Lasciati i Casali di Cartore si torna indietro attraversando la zona detta Pianara, caratterizzata da querceto misto alternato ad arbusteti a prugnolo (Prunus spinosa), rosa canina (Rosa canina), corniolo (Cornus mas) e ginepro comune (Juniperus communis).

Note

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 5

Utenti

Escursionisti

Livello di difficoltà

Medio

Percorso

Cartore – Vallone della Cesa – le Caparnie – Lago della Duchessa – Vallone del Cieco – Val di Fua – Cartore

Sentieri CAI corrispondenti

2C, 2BC, 2B

Tempo di percorrenza

5h

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

950 - 1788

Descrizione

L’itinerario risale il Vallone della Cesa lungo il fondovalle, arriva a circa 1750 m e da qui spiana fino al Lago della Duchessa (1788 m). Dal Lago si torna indietro rimanendo più o meno in quota fino all’imbocco del Vallone del Cieco, quindi si inizia a scendere e si percorrono tutto il Vallone del Cieco e la Val di Fua Infine si arriva a Cartore, dove ci si ricongiunge con il punto di partenza.

Habitat

A Cartore, poco dopo la fontana, si può ammirare un esemplare monumentale di cerro (Quercus cerris).

Nella parte bassa dell’itinerario sono presenti nuclei di arbusteti a ginepro comune (Juniperus communi) frammisti al querceto misto, che poco più in alto lascia il posto all’orno-ostrieto (bosco misto a Fraxinus ornus e Ostrya carpinifolia). Sulle rupi che sovrastano la profonda valle sono presenti lembi di lecceta. Ancora più in alto l’orno-ostrieto lascia il posto alla faggeta mista. In prossimità della località detta Pietra Grossa, riconoscibile per un  grosso macigno al centro della radura, sono presenti alcuni faggi e alcuni aceri monumentali. Lasciata la faggeta si attraversa un arbusteto molto rado con ginepro nano (Juniperus nana).

Gli stazzi delle Caparnie sono circondati da vegetazione nitrofila, ossia costituita da specie che vivono su suoli ricchi di nitrati, quali sono quelli ove sostano le mandrie e le greggi.

Poco dopo gli stazzi delle Caparnie si entra nella conca glaciale al cui interno è situato il Lago della Duchessa. I versanti che circondano la conca sono coperti da brecciai colonizzati dalla graminacea Festuca dimorpha e da altre specie erbacee capaci di crescere su detriti mobili. La conca è invece occupata da prati-pascoli secondari.

Dal Lago si torna indietro dirigendosi verso il Vallone del Cieco. La parte alta di questa valle è occupata dalla faggeta. Scendendo verso il basso lungo la Val di Fua la faggeta è gradualmente sostituita dall’orno-ostrieto, mentre sulle rupi rocciose che sovrastano la valle sono presenti nuclei di lecceta. L’orno-ostrieto ospita alcuni esemplari di tiglio (Tilia platyphyllos), acero opalo (Acer gr. opalus) e carpino bianco (Carpinus betulus).

Note

La parte dell’itinerario che va dal Lago della Duchessa a Cartore passando per il Vallone del Cieco e la Val di Fua coincide con il SENTIERO NATURA N. 2 della Riserva.


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 6

Utenti

Escursionisti

Livello di difficoltà

Medio

Percorso

Cartore – Bocca di Teve – Val di Teve – Capo Teve e ritorno

Sentieri CAI corrispondenti

2 (solo fino a Capo Teve)

Tempo di percorrenza

3h 30m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

950 - 1650

Descrizione

L’itinerario parte dall’abitato di Cartore e segue la strada bianca che porta fino all’imbocco della Val di Teve; poi percorre per intero la Val di Teve, partendo dal punto in cui la valle si apre sulla piana di Cartore per arrivare alla testata della valle.

Habitat

Le rocce che sovrastano l’imbocco e la parte bassa della Val di Teve sono colonizzate dalla lecceta. Lungo il fondovalle, poco dopo la partenza, si incontra il querceto termofilo a roverella (Quercus pubescens) e orniello (Fraxinus ornus), con nocciolo (Corylus avellana), carpino nero (Ostrya carpinifolia) e acero opalo (Acer gr. opalus).

Man mano che si sale il querceto scompare, sostituito dalla faggeta mista con acero opalo (Acer gr. opalus), acero di monte (Acer pseudoplatanus), sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e altre latifoglie. Sia nel fondovalle sia lungo i versanti sono presenti sporadici esemplari di betulla (Betula pendula) e tiglio (Tilia platyphyllos). Quando la valle inizia ad allargarsi la faggeta tende a diradarsi fino a scomparire, lasciando il posto ad arbusteti prostrati a uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi) e ginepro nano (Juniperus nana). Proseguendo si incontra uno stazzo circondato da vegetazione nitrofila, superato il quale si incontrano prati-pascoli secondari.

Note

CHIUSO a tempo indeterminato

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 7

Utenti

Escursionisti

Livello di difficoltà

Medio

Percorso

Valle Amara – Fossa Conca – Fonte la Vena – Monte Ginepro – Valle dell’Asina – Valle Amara

Sentieri CAI corrispondenti

Parte del 2G, parte del 2E, 2G

Tempo di percorrenza

6h 30m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

970 - 1935

Descrizione

L’itinerario parte dal fondovalle della Valle Amara e la percorre per circa due terzi, poi inizia a salire con pendenze modeste lungo Fossa Conca fino a Fonte La Vena. Da Fonte la Vena si costeggia il sentiero CAI 2E, lo si lascia per seguire un piccolo sentiero che raggiunge la vetta del Monte Ginepro (1935 m), quindi si torna indietro per immettersi nuovamente nel sentiero CAI. Da questo punto si scende verso valle percorrendo il fondovalle della Valle dell’Asina e successivamente la Valle Amara.

Habitat

La Valle Amara è una stretta valle fluviale che separa il complesso delle Montagne della Duchessa (a sud) dal complesso del Monte San Rocco-Monte Cava-Monte Rotondo (a nord). Durante i periodi piovosi scorre nel fondovalle un torrente effimero, il torrente Corvaro, che scompare in estate e in inverno.

All’inizio della valle sono presenti lungo il greto alcuni salici (Salix caprea e S. purpurea), alberi che crescono tipicamente su terreno umido. Il versante di sinistra della valle (destra idrografica, se si considera la direzione di scorrimento del torrente) è coperto da un bosco misto di querce (Quercus ss.pp.), carpino nero (Ostrya carpinifolia), nocciolo (Corylus avellana) e, meno abbondante, faggio (Fagus sylvatica). A destra, invece, il bosco è stato parzialmente distrutto da un incendio verificatosi nel 2000; nelle zone incendiate si sta lentamente insediando l’arbusteto. Le zone non colpite dall’incendio sono invece occupate dalla faggeta. Proseguendo lungo il fondovalle la faggeta mista ad acero, carpino nero e nocciolo sostituisce gradualmente il querceto misto.

Alla base di alcune rupi si possono osservare antichi ricoveri per i pastori e il bestiame. Le pareti rocciose sono colonizzate da specie erbacee rupicole; non mancano però alcune specie legnose che radicano nelle fessure della roccia, siti preferenziali per l’accumulo di humus, e crescono con un portamento stentato (quasi come bonsai naturali).

Dopo aver lasciato la valle l’itinerario risale il costone della montagna attraversando la faggeta. Nella zona di Fossa Conca, intorno a 1550-1600 m, si possono notare alcuni faggi e aceri vetusti di grosse dimensioni.

Superata la faggeta si attraversa la fascia degli arbusteti altomontani. La specie più abbondante è il ginepro nano (Juniperus nana), un ginepro con portamento prostrato, adatto a vivere a quote medio-alte. Altra specie tipica dell’arbusteto montano è Daphne oleoides.

Lungo l’itinerario tra Fossa Conca e Fonte la Vena sono presenti alcuni stazzi. La vegetazione che li circonda è una vegetazione nitrofila, ossia costituita da specie che vivono su suoli ricchi di nitrati, quali sono quelli ove sostano le mandrie e le greggi. Salendo di quota l’arbusteto a ginepro nano lascia il posto alle praterie secondarie. Solo in alcuni punti, in particolare su suoli sottili e destrutturati, si hanno alcuni esempi di praterie primarie. Le rocce sono occupate da vegetazione rupicola montana con varie specie di sassifraghe (Saxifraga ss.pp.). I ghiaioni sono colonizzati dalla graminacea Festuca dimorpha.

Dal Monte Ginepro l’itinerario riscende verso valle attraversando nuovamente la fascia degli arbusti nani e la faggeta sia di versante sia di fondovalle (Valle dell’Asina), per poi congiungersi nuovamente con il querceto misto della Valle Amara.

Note

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 8

Utenti

Escursionisti

Livello di difficoltà

Medio

Percorso

Località le Vene (detta anche Anguizzola) – Prime Prata – Iaccio della Capra – Fonte la Vena – Fossa Conca – Valle Amara – le Vene

Sentieri CAI corrispondenti

2DE, 2E (solo in parte), 2G

Tempo di percorrenza

5h 30m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

883 – 1920

Descrizione

L’itinerario parte dalla località le Vene (detta anche Anguizzola), situata a circa 1.5 km a est dell’abitato di Corvaro, in direzione della Valle Amara. Dopo un inizio piuttosto dolce, il percorso sale con forte pendenza fino alla spianata di Prime Prata (1560 m). Da qui si percorre un falsopiano fino a raggiungere la località La Prata (1787 m), dove si incontra il bivio che verso sinistra conduce al passo di Iaccio della Capra (1920) e da qui a Fonte la Vena (1832). Da Fonte la Vena si inizia a scendere lungo Fossa Conca per raggiungere la Valla Amara (1445 m), alla fine della quale si torna a le Vene.

Habitat

La parte più bassa dell’itinerario attraversa il querceto termofilo misto a roverella (Quercus pubescens) e orniello (Fraxinus ornus). Il querceto è comunque poco esteso ed è sostituito subito dalla faggeta. Poco prima di arrivare a Prime Prata si possono ammirare nella fustaia di faggio alcuni esemplari monumentali. A Prime Prata sono presenti prati-pascoli mesofili, che superato il pianoro lasciano nuovamente spazio alla faggeta. Da Iaccio della Capra verso Fonte la Vena la vegetazione è formata da praterie mesofile colonizzate da arbusti di ginepro nano (Juniperus nana).

Tra Fonte la Vena e Fossa Conca si incontrano alcuni stazzi circondati da vegetazione nitrofila, ossia costituita da specie che vivono su suoli ricchi di nitrati, quali sono quelli ove sostano le mandrie e le greggi. Scendendo verso Fossa Conca le praterie con sporadici ginepri lasciano il posto all’arbusteto vero e proprio caratterizzato dal ginepro nano e da Daphne oleoides. Scendendo lungo Fossa Conca si attraversa la faggeta con sporadici aceri, fino a raggiungere il fondovalle della Valle Amara.

La Valle Amara è una stretta valle fluviale che separa il complesso delle Montagne della Duchessa (a sud) dal complesso del Monte San Rocco-Monte Cava-Monte Rotondo (a nord). Durante i periodi piovosi scorre nel fondovalle un torrente effimero, il torrente Corvaro, che scompare in estate e in inverno.

La testata della valle è occupata ancora dalla faggeta mista con varie specie di e subordinatamente nocciolo. Man mano che si scende compaiono varie specie erbacee e legnose meso-termofile e successivamente la faggeta viene sostituita dal querceto misto.

Percorrendo la Valle Amara, alla base di alcune rupi sono presenti antichi ricoveri per i pastori e il bestiame. Le pareti rocciose sono colonizzate da specie erbacee rupicole; non mancano però alcune specie legnose che radicano nelle fessure della roccia, siti preferenziali per l’accumulo di humus, e crescono con un portamento stentato (quasi come bonsai naturali).

Nella parte più bassa della valle il greto del torrente Corvaro ospita alcuni salici (Salix caprea e S. purpurea), alberi che crescono tipicamente su terreno umido. Sempre in basso, il versante di sinistra della valle (destra idrografica, se si considera la direzione di scorrimento del torrente) è coperto da un bosco misto di querce (Quercus ss.pp.), carpino nero (Ostrya carpinifolia), nocciolo (Corylus avellana) e, meno abbondante, faggio (Fagus sylvatica). A destra, invece, il bosco è stato parzialmente distrutto da un incendio verificatosi nel 2000; nelle zone incendiate si sta lentamente insediando l’arbusteto. Le zone non colpite dall’incendio sono invece occupate dalla faggeta mesofila.

Note

La parte dell’itinerario che va da le Vene a Fossa Conca coincide con il SENTIERO NATURA N. 1 della Riserva.

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 9

Utenti

Escursionisti

Livello di difficoltà

Medio – alto (ATTENZIONE: l’itinerario è molto lungo)

Percorso

Cartore – Val di Fua – Vallone del Cieco – le Caparnie – Lago della Duchessa – Valle Fredda –  Murolungo e ritorno

Sentieri CAI corrispondenti

2B, 2BC, 2H

Tempo di percorrenza (h min)

6h 30m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

950 – 2184

Descrizione

L’itinerario parte dall’abitato di Cartore (950 m), risale con forte pendenza la Val di Fua e prosegue nel Vallone del Cieco. Dalla testata del Vallone del Cieco (1670 m) si sale dolcemente fino al Lago della Duchessa (1788 m). Da qui si percorre tutta la Valle Fredda per poi piegare verso ovest e raggiungere la vetta del Monte Murolungo (2184 m). Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell’andata.

Habitat

La parte bassa della Val di Fua è occupata dall’orno-ostrieto (bosco misto a ornello, Fraxinus ornus, e carpino nero, Ostrya carpinifolia), che in questa zona include anche il tiglio (Tilia platyphyllos), l’acero opalo (Acer gr. opalus) e il carpino bianco (Carpinus betulus). Le rupi che sovrastano la parte bassa della valle ospitano alcuni nuclei di lecceta.

Risalendo la valle si entra nella faggeta, che poco prima degli stazzi delle Caparnie diviene sempre più rada lasciando spazio agli arbusteti a ginepro nano (Juniperus nana) e successivamente ai prati-pascoli.

Si raggiungono poi gli stazzi delle Caparnie, che sono circondati da vegetazione nitrofila, una vegetazione costituita da specie che vivono su suoli ricchi di nitrati quali sono quelli ove sostano le mandrie e le greggi.

Poco dopo gli stazzi delle Caparnie si entra nella conca glaciale al cui interno è situato il Lago della Duchessa. I versanti che circondano la conca sono coperti da brecciai colonizzati dalla graminacea Festuca dimorpha e da altre specie erbacee capaci di crescere su detriti mobili. La conca è invece occupata da prati-pascoli secondari.

Il tratto che va dal Lago della Duchessa al Murolungo attraversa la Valle Fredda, la cui vegetazione è formata da praterie mesofile sui pianori e pratelli a Festuca nigrescens e Trifolium thalii nelle vallette nivali. La vegetazione delle vallette nivali è caratterizzata da specie capaci di resistere a lunghi periodi di innevamento (e quindi con una stagione vegetativa breve) e di vivere su terreno sempre fresco e umido. Sul crinale del Monte Murolungo si trovano alcuni frammenti di praterie primarie tipiche di ambienti di cresta.

Note

La parte dell’itinerario che va da Cartore al Lago della Duchessa passando per la Val di Fua e il Vallone del Cieco coincide con il SENTIERO NATURA N. 2 della Riserva.

 


 

 

Nome temporaneo

Itinerario 10

Utenti

Escursionisti

Livello di difficoltà

Medio – alto (ATTENZIONE: l’itinerario è molto lungo)

Percorso

Valle Amara – Valle dell’Asina – Mercaturo – Lago della Duchessa – Fonte Salomone – Fonte la Vena – Valle Amara

Sentieri CAI corrispondenti

2G, 2D, 2E (solo la parte iniziale)

Tempo di percorrenza (h min)

7h 30m

Intervallo altitudinale (m s.l.m.)

970 – 1920

Descrizione

L’itinerario risale la Valle Amara e la Valle dell’Asina; dalla testata di questa valle (1700 m) sale fino al Mercaturo (1790 m) e rimane in quota fino al Lago della Duchessa (1788 m) e alla Fonte Salomone (1836). Dopo la fonte si scende leggermente e si risale per superare un piccolo colle (Iaccio della Capra, 1920 m) e poi ridiscendere verso Fonte la Vena (1832 m). A Fonte la Vena si deve abbandonare il sentiero CAI 2E e si deve imboccare la strada bianca che scende fino a incontrare la Valle Amara.

Habitat

La Valle Amara è una stretta valle fluviale che separa il complesso delle Montagne della Duchessa (a sud) dal complesso del Monte San Rocco-Monte Cava-Monte Rotondo (a nord). Durante i periodi piovosi scorre nel fondovalle un torrente effimero, il torrente Corvaro, che scompare in estate e in inverno.

All’inizio della valle sono presenti lungo il greto alcuni salici (Salix caprea e S. purpurea), alberi che crescono tipicamente su terreno umido. Il versante di sinistra della valle (destra idrografica, se si considera la direzione di scorrimento del torrente) è coperto da un bosco misto di querce (Quercus ss.pp.), carpino nero (Ostrya carpinifolia), nocciolo (Corylus avellana) e, meno abbondante, faggio (Fagus sylvatica). A destra, invece, il bosco è stato parzialmente distrutto da un incendio verificatosi nel 2000; nelle zone incendiate si sta lentamente insediando l’arbusteto. Le zone non colpite dall’incendio sono invece occupate dalla faggeta. Proseguendo lungo il fondovalle la faggeta mista ad acero, carpino nero e nocciolo sostituisce gradualmente il querceto misto.

Alla base di alcune rupi si possono osservare antichi ricoveri per i pastori e il bestiame. Le pareti rocciose sono colonizzate da specie erbacee rupicole; non mancano però alcune specie legnose che radicano nelle fessure della roccia, siti preferenziali per l’accumulo di humus, e crescono con un portamento stentato (quasi come bonsai naturali).

La Valle dell’Asina è occupata dalla faggeta, alla quale si alternano piccole radure con prati mesofili e piccole vallette nivali. Nella faggeta sono presenti esemplari sparsi di ramno alpino (Rhamnus alpinus), sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), lampone (Rubus idaeus) e ribes uva-spina (Ribes uva-crispa).

Da Fonte Salomone a Fonte la Vena si attraversano praterie mesofile con sporadica presenza di arbusti di ginepro nano (Juniperus nana). La continuità dei pianori è interrotta da alcune vallette nivali colonizzate dalla graminacea Festuca nigrescens e dalla leguminosa Trifolium thalii, alle quali si associano altre specie capaci di vivere in siti dove la neve permane a lungo e il suolo si mantiene sempre piuttosto fresco e umido. A Fonte la Vena sono presenti alcuni stazzi circondati da vegetazione nitrofila.

Da Fonte la Vena, imboccata la strada sterrata che attraversa Fossa Conca, si rientra nella faggeta mista, ove il faggio è accompagnato da vari aceri, dal sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e più in basso dal carpino nero (Ostrya carpinifolia) e dall’olmo montano (Ulmus glabra).

Da Fossa Conca si scende fino a rincontrare la Valle Amara.

Note

 

AUTORI:

Testi e Cartografia a cura di: Luciana Carotenuto, Gianfranco Franchi, Daniele Valfrè, Di Clemente Gianpiero e Marta Mastrantonio